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La slitta a contatto: un contatto comune, e un limite di velocità

La slitta in cima alla fotocamera ha un contatto centrale che tutti i produttori condividono: basta per far scattare un flash manuale. Gli altri contatti, che portano TTL, HSS e comandi, sono propri di ogni marca. Il limite da conoscere è il tempo di sincronizzazione, di solito tra 1/200 e 1/250 s, oltre il quale l’otturatore non scopre tutto il fotogramma insieme.

Cosa definisce la norma

Un attacco meccanico e un contatto elettrico. La slitta è una guida scorrevole che accoglie un piedino; al centro di quella guida c’è un contatto che si chiude al momento dell’esposizione e fa scattare qualsiasi cosa sia montata. Fin qui è comune tra i produttori, ed è il motivo per cui un flash manuale o un trigger radio di un sistema funziona su un corpo di un altro.

Nient’altro dell’attacco è comune. I contatti aggiuntivi che portano misurazione, controllo della parabola e segnali di modalità sono disposti da ciascun produttore per il proprio sistema, pubblicati nella propria documentazione e non intercambiabili. Nessuna organizzazione pubblica una disposizione comune.

Cosa non promette

Nessuna misurazione. La misurazione TTL passa per contatti specifici del produttore. Un flash che si monta e scatta può restare un flash manuale su quel corpo.

Nessun tempo di sincronizzazione. Il limite appartiene all’otturatore della fotocamera, non alla slitta né al flash. È pubblicato per corpo, ed è il valore che decide se si può scattare alla luce del giorno con un flash di schiarita.

Nessun confronto di emissione. Un numero guida e un’energia in wattsecondi descrivono cose diverse — il primo dipende dalla sensibilità e dalla focale che un produttore ha scelto come riferimento, la seconda dall’energia immagazzinata in un condensatore. Nessuno dei due è la luce che arriva su un soggetto, e nessuno si converte nell’altro.

Nessuna distanza di attivazione. I trigger radio pubblicano una portata in metri, misurata in condizioni che ciascun produttore sceglie. La slitta regge il trigger; non dice nulla su quanto lontano arrivi il segnale.

Con cosa funziona

I flash a contatto singolo del sito, come il ULANZI SL01, il Rollei Flashy ONE e il NEEWER TT560, funzionano su quasi ogni corpo ma solo in manuale; il TT560 va usato a 1/200 s o più lento. Il Godox iT32 usa invece i contatti Sony per TTL e HSS fino a 1/8000 s. Le torce da studio si fanno scattare via radio o fotocellula.

Cosa si chiede prima di decidere

Qualsiasi flash scatta su qualsiasi fotocamera?

Tramite il contatto centrale, in genere sì — è l’unica parte comune dell’attacco, e non fa altro che chiudere un circuito al momento dell’esposizione. Tutto ciò che va oltre è specifico del produttore: la misurazione TTL, il controllo della parabola zoom e le modalità ad alta velocità passano per contatti aggiuntivi la cui disposizione differisce, e un flash costruito per un sistema perde quelle funzioni su un altro anche se si monta meccanicamente.

Cosa limita davvero il tempo di sincronizzazione?

Il tempo di posa più breve al quale tutto il fotogramma è aperto in una volta. Oltre quel tempo, un otturatore a tendina espone il sensore attraverso una fessura in movimento, quindi un solo lampo illumina solo la parte del fotogramma che la fessura ha raggiunto — il resto resta scuro. I produttori pubblicano il valore per ogni corpo, e il flash non può alzarlo: solo una modalità che trasforma il lampo in un impulso più lungo funziona oltre, e quella modalità è nominata e pubblicata per sistema.

Che cosa succede oltre il tempo di sincronizzazione?

Una banda scura compare nella foto, perché la seconda tendina copre già parte del sensore quando il lampo parte.

Ultima revisione: 2 novembre 2026